PRESEPE DI TASSO

Natale 2011

E nostre reixe

Dedicato alla Fontanabuona e a tutti i fontanini, che potranno riconoscere elementi tipici dei 10 Comuni che fanno parte della vallata (edifici, ponti, fontane, chiese) riuniti in un villaggio ideale. Oltre a rappresentare le caratteristiche più salienti, si è posto l’accento soprattutto sul lavoro rurale.

In una radice raccolta nei nostri boschi trova rifugio la NATIVITA’. Giuseppe e Maria hanno posto il loro Figlio accanto ad una sorgente. Gesù nasce PANE per le nostre anime, sorgente di vita per gli uomini di fede.

Poco più a valle c’è il MULINO la cui grande ruota è azionata dall’acqua della fonte dove nasce Gesù. L’acqua di Dio macina il grano che diventerà farina e poi PANE. Il grano è la sostanza del PANE, quel pane “CORPO DI CRISTO” che sotto forma di Eucarestia viene a nutrire le nostre anime.

Il mulino è il simbolo della gran mole del faticoso lavoro svolto dalla gente contadina che nel corso dei secoli ha modulato l’ambiente naturale: aggredendo i fianchi delle colline e dei monti  sono stati squadrati terreni, resecandoli a ripiani per trapiantarvi la vite e soprattutto l’ulivo, che inargenta i terreni meglio esposti.

La strada di fondovalle che percorre oggi tutta la Val Fontanabuona è l’antica VIA DEL PANE.

Porta di accesso alla vallata dal genovesato è Ferriere. Qui si trovava il mulino di Giuva, riprodotto fedelmente e nei minimi particolari anche nella struttura interna.

La via del Pane (o via Patrania) aveva una funzione di cerniera: collegava le strade di valico agevolando i passaggi dall’una all’altra. Tramite questa strada, che collegava costa e piacentino, arrivava il frumento prodotto in Pianura Padana che veniva macinato nei tanti mulini della Val Fontanabuona, da dove ripartiva sotto forma di farina o pane verso Genova e i centri costieri.

Dalla costa, poi, asini e muli ritornavano soprattutto con carichi di sale e olio.

Attraverso le strade centinaia di persone si sono mosse per cercare una via di sopravvivenza.

Lungo queste strade c’erano i mercati, quello della Fontanabuona era a Monleone di Cicagna, a Cian Mercò, dove avvenivano scambi e contrattazioni e nei suoi pressi c’era il forno dove si produceva il pane.

Il presepe di Tasso vuole offrire al visitatore uno spaccato di vita di quel tempo, racchiuso nell’abbraccio dei monti Lavagnola, Caucaso, Ramaceto mentre a fondovalle serpeggia il fiume Lavagna. E poi i nostri boschi di castagni, gli uliveti, i declivi montuosi e collinari lavorati a fasce in un contesto contadino dove viene evidenziato il lavoro agricolo.

Emerge comunque la macinatura del grano, la lavorazione del pane, il trasporto verso le zone di consumo.

Il tutto sulle strade che hanno fatto la storia, che rappresentano le tracce del nostro passato.

MUSICHE: in sottofondo canti religiosi e natalizi in dialetto genovese del nostro amato Coro di Favale e di canterini genovesi (Vecchia Sturla – Balilla Portoria). Canti religiosi eseguiti dal tenore Andrea Bocelli (orchestra e coro dell’Accademia di santa Cecilia).

 

 Di seguito alcuni dettagli del presepe: interni del mulino 

 

 

 

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